022 – I buoni leader sanno ascoltare
giugno 23, 2009 by Redazione
Filed under Meditazioni
I buoni leader sanno ascoltare
Come leader di una organizzazione o di una squadra, dobbiamo creare i presupposti per una buona comunicazione.
La comunicazione del leader deve essere consistente, chiara e cortese. I leader, comunque, devono essere anche buoni ascoltatori. Quando i leader non ascoltano…
1. Smettono di guadagnare sapienza
2. Smettono di “ascoltare” ciò che viene detto
3. I membri della squadra smettono di comunicare
4. L’indifferenza inizia a crescere nella squadra
5. Il non sapere ascoltare porta inevitabilmente ad ostilità, equivoci, e spezza la coesione della squadra.
A che livello sono le tue qualità nell’ascoltare? Esamina te stesso.
Parla poco, ascolta assai e giammai tu fallirai!
021 – Ira
giugno 16, 2009 by Redazione
Filed under Meditazioni
Risulta evidente che l’ira occupa un significativo posto nella nostra lotta giornaliera.
A volte riusciamo a identificarne la causa: una grave perdita personale, che ha lasciato un sentimento di impotenza e di risentimento; frustrazioni nel campo di lavoro o in casa, o il dolore di essere stati trattati ingiustamente.
La reazione piu’ comune e’ quella di rispondere con ira. A volte pero’, non possiamo identificare una ragione specifica per tale emozione, e ci sentiamo arrabbiati e profondamente agitati.
Viviamo in un’epoca difficile ed incerta. L’economia mondiale e’ imprevedibile. Il terrorismo, espressione di un odio senza precedenti, ha prodotto non soltanto la paura ma anche una intensa ira. Anche i giorni normali di lavoro ci possono portare all’ira, poiche’ abbiamo a che fare con scadenze fatali e cambiamenti eccessivi. In un popolare film, uno dei personaggi gridava: “Sono furioso…. non riesco piu’ a sopportare tutto cio’!” Ti sei gia’ sentito cosi’?
Anche se sentirsi adirati è comprensibile, le parole e le azioni che scaturiscono possono pregiudicare piu’ dell’evento che ha provocato questa emozione. L’ira puo’ risultare in danni fisici o emotivi di altre persone. L’ira ci puo’ fare agire senza ragione e influenzare la forma con la quale siamo visti dagli altri.
L’ ira genera indifferenza. Tu gia’ ti sei proposto di “vendicarti” di qualcosa che ti abbiano fatto o detto e che ti ha lasciato furioso? La maggior parte di noi ha gia’ agito cosi’ qualche volta. Ma una reazione impulsiva e senza responsabilita’ puo’ fare di una cattiva situazione, una situazione peggiore. “L’uomo saggio teme e si allontana dal male, ma lo stolto si adira ed é presuntuoso” “(Proverbi 14.16).
L’ ira e’ un invito al conflitto. Quando qualcuno irato dimostra i suoi sentimenti, le persone presenti non possono evitare di rispondere in qualche maniera. Mentre alcune riescono a rimanere calme, altre sono incitate a farsi ugualmente prendere dall’ira. “L’uomo iracondo fomenta contese e l’uomo collerico commette molti peccati” (Proverbi 29.22).
L’ ira puo’ essere controllata. Dopo l’eccesso di ira, dopo che il male e’ stato fatto, non e’ difficile udire qualcuno che dice: “Mi dispiace, ma non ho potuto evitare”. La verite’ e’ che avrebbe potuto “evitare”, ma ha scelto di non farlo. Le emozioni, tanto positive quanto negative, possono essere controllate e dimostrate in maniera appropriata. “E’ una gloria per l’uomo stare lontano dalle contese, ma ogni stolto vi si immischia” (Proverbi 20.3) .
L’ ira puo’ essere contagiosa. Se tu hai problemi con l’ira, e vuoi evitare che tale problema si sviluppi, cerca di non passare molto tempo con persone iraconde. L’ira ha una maniera di contagiare altre persone, e’ come una goccia di veleno in un bicchiere d’acqua che contamina l’intero liquido. “Non fare amicizie con l’uomo iracondo e non andare con l’uomo collerico per non imparare le sue vie e procurarti un laccio per la tua anima” (Proverbi 22.24-25) .
L’ ira non e’ una buona qualita’ di carattere. Che cosa vedi in un leader che tu vorresti imitare, qualcuno che e’ controllato dalle emozioni o qualcuno che mantiene le proprie emozioni sotto controllo? L’ira puo’ motivare le persone ad agire nella maniera desiderata, ma a lungo termine crea paura e distrugge la credibilita’. “Chi e’ lento all’ira vale piu’ di un forte guerriero, e chi domina il suo spirito vale piu’ di chi espugna una citta’” (Proverbi 16.32). “Gli schernitori fomentano sedizioni in citta’, ma gli uomini saggi, placano l’ira” (Proverbi 29.8) .
Lucio Malan
giugno 8, 2009 by Redazione
Filed under Personaggi
Il Senatore Lucio Malan racconta, in questa intervista, come anche i momenti negativi possono diventare una benedizione e come la fede in Gesù Cristo, lo abbia aiutato nella sua carriera politica. Guarda l’intervista
020 – Il buon amico
giugno 8, 2009 by Redazione
Filed under Meditazioni
Che cosa cerchi in un buon amico? Qualcuno con cui puoi condividere i tuoi interessi personali e le ore di svago? Qualcuno con cui e’ divertente stare o che abbia un grande senso dell’umorismo? Qualcuno che sia disponibile quando tu ne hai bisogno? O qualcuno che trova sempre una maniera di sollevare il tuo spirito?
Senza dubbio, stimati amici, potete essere una o tutte queste cose come ho appena descritto.
A noi piace molto passare il nostro tempo affianco persone simili. Ma la maggior parte di queste caratteristiche si potrebbero facilmente trovare nel cagnolino di casa, o anche in un gatto. Non ti pare che la vera amicizia debba incorporare qualcosa di piu’ che un comportamento superficiale o di una personalita’ attraente?
Mi sento fortunato per avere conosciuto un buon numero di veri e devoti amici nel corso di questi anni, anche se non ho mai tracciato un rigido modello di “requisiti” per una amicizia. Se tu dovessi descrivere un buon amico, quali criteri useresti? Ancora una volta, una grande fonte di consiglio e’ l’antico libro dei Proverbi, della Bibbia. Vedi se le qualita’ presentate di seguito sono quelle che tu vorresti trovare in un buon amico
Il buon amico rimane fedele durante i tempi difficili. E’ facile incontrare persone che vogliano rimanere con noi quando tutto va bene e che possano anche beneficiare, in qualche modo, della nostra prosperita’. Ma, che cosa succede quando la tragedia ci colpisce o quando affrontiamo difficolta’ che non scompaiono rapidamente? “L’amico ama in qualsiasi momento, e’ un fratello nelle avversita’.” (Proverbi 17.17).
Il buon amico sta sempre vicino ed e’ incomparabile. Esiste qualcosa di speciale e inconfondibile nel vero amico. Possiamo accumulare riconoscimenti, persone che apprezzano le stesse cose che noi apprezziamo ma a quali di queste persone possiamo confidare le nostre vite o i nostri piu’ intimi segreti? “L’uomo che ha molti amici, puo’ averli per sua rovina, ma ha un amico che sta piu’ attaccato di un fratello.” (Proverbi 18:24).
Il buon amico dimostra autocontrollo. Tutti noi siamo influenzati dalle compagnie che scegliamo. Se vogliamo raggiungere gli elevati traguardi che abbiamo stabilito per noi, sarebbe di grande aiuto possedere amici che possano essere modello di disciplina e di carattere interiore. “Non fare amicizia con l’uomo iracondo e non andare con l’uomo collerico, per non imparare le sue vie e procurarti un laccio per la tua anima.” (Proverbi 22:24-25). “Non stare con i bevitori di vino ne’ con i ghiotti e mangiatori di carne; perché l’ubriacone e il ghiottone impoveriranno e la sonnolenza li vestira’ di tracci.”
(Proverbi 23:20-21).
Il buon amico si mantiene lontano dal male. Tutte le mattine ci svegliamo in un mondo che ci incita a coinvolgerci in azioni non lecite, in comportamenti abusivi e in altre forme di attivita’ immorali. I buoni amici esercitano un impatto positivo su di noi attraverso la loro condotta e noi dobbiamo avere lo stesso effetto su di loro. “Non avere invidia dei malvagi e non desiderare di stare con loro, perche’ il loro cuore medita rapine e le loro labbra soltanto parlano di violenza.” (Proverbi 24: 1-2) .
Il buon amico ci offre consigli saggi. Tutti noi, a volte, ci rivolgiamo a qualcuno in cerca di saggezza, per prendere meglio certe decisioni. Non e’ necessario avere una relazione profonda e personale con qualcuno, per cercare buoni consigli. Pero’ un amico attento e di fiducia, ci puo’ suggerire migliore discernimento in situazioni che ci lasciano perplessi. “L’olio e il profumo rallegrano il cuore, cosi’ fa la dolcezza di un amico con i suoi consigli cordiali.” (Proverbi 27:9)
Un buon amico fa di te una persona migliore. C’e’ qualcosa in un buon amico che richiama cio’ che di migliore esiste in noi. Lui ci sfida, ci motiva e ci ispira. Ci anima quando siamo abbattuti e ci aiuta a svilupparci professionalmente e personalmente. “Il ferro affila il ferro, cosi’ l’uomo affila il volto del suo compagno.” (Proverbi 27:17).
La parola ai “consiglieri”
giugno 4, 2009 by Redazione
Filed under Il Blog di Gaetano Sottile
Carissimi Amici,
voglio salutarvi e rinnovarvi l’appuntamento ad una nuova stagione di Dritto al Cuore, lasciando la parola ad alcuni degli operatori che, in questi mesi, hanno risposto con amore, dedizione e grandissima responsabilità, alle chiamate che sono giunte alla nostra redazione.
“L’avventura di Dritto al Cuore è giunta a termine per la seconda stagione. Abbiamo per la seconda volta tagliato il traguardo con fierezza e gioia, certi di aver partecipato ad una grande sfida, quella di raggiungere più persone possibile con il messaggio della Salvezza di Gesù. E’ stato un onore per me, poter essere parte di questa grande squadra. Nello stesso tempo, è stata anche una responsabilità alzare il telefono ed essere stata una voce amica, o una voce “d’angelo” come qualcuno dolcemente mi ha definita, per alcune persone che cercavano conforto, aiuto, sostegno, incoraggiamento, comprensione, consolazione, consiglio, risposte, pace ecc. Non è sempre facile avere le risposte adeguate o trovare le parole giuste e far fronte a dei bisogni così reali, così grandi, a volte insormontabili e lontani da noi e dal nostro vissuto, però lo abbiamo fatto con la fiducia nel Signore e con la certezza che Lui sarebbe sovvenuto ad ogni nostra mancanza. Tanta fatica, perché non è facile non rimanere coinvolti, o restare fuori dai problemi delle persone. Spesso mi è capitato di sentire dolore, forte compassione, angoscia e grande senso di impotenza. Si, proprio così, ci sono stati attimi in cui mi sono sentita inadeguata, in cui le mie parole, pronunciate con tutta la mia fede possibile nel Signore, sembrava che potessero fare ben poco rispetto al bisogno delle persone. Ma il Signore è fedele…… Voglio condividere una telefonata che mi ha reso il cuore pieno di gioia e mi ha fatto capire che anche quando sembra che non abbiamo fatto niente di particolare, in realtà, abbiamo toccato le corde del cuore di qualcuno in modo indelebile; questa è l’opera suprema dello Spirito Santo del quale siamo strumenti non per nostri meriti, ma per la Sua grazia! Qualche giorno fa ha chiamato una donna che ci aveva già contattato. Del nostro programma era riuscita a vedere solo una puntata, quella con la testimonianza di Ornella Vanoni, poi non aveva potuto più seguirci. Quando le ho spiegato che si era appena conclusa la seconda stagione, è rimasta dispiaciuta, perché trovava il programma molto interessante, edificante e di grande incoraggiamento. Poi ha aggiunto che, se riuscire a vedere una sola puntata, fosse servito soltanto a conoscerci… per lei, ne era valsa sicuramente la pena! S. ha detto che siamo stati molto positivi, mai aggressivi o insistenti, ma buoni ascoltatori e “consiglieri” e, che parlare con noi dell’amore di Dio le ha fatto molto bene. Queste parole sono state così toccanti ed incoraggianti che mi hanno fatto capire quanto sia importante seminare con fiducia, e quanto sia importante avere dalla nostra parte Colui che annaffia i cuori, lo Spirito Santo. Ripeto, dunque, di essere onorata di aver portato il profumo di Cristo con le mie parole, potendo anche io dire: “Grazie Signore per questa opportunità, perché se il mio lavoro di consigliere fosse servito anche solo per portare refrigerio ai cuori aridi e tristi, significa che sono stata nella Tua volontà, e quindi ne è valsa la pena!” Grazie Signore. Debora”
“Anche questa seconda stagione del programma “Dritto al cuore” è terminata ed anche quest’anno ho avuto il privilegio di far parte del team di consiglieri spirituali incaricati di ricevere le chiamate al numero verde, nel corso della trasmissione.
Facendo tesoro dell’addestramento e dell’esperienza dello scorso anno, abbiamo potuto realizzare un servizio qualitativamente migliore rispetto alla passata stagione. Se da un lato, il nuovo orario di trasmissione era, come previsto, penalizzante in termini di audience, dall’altro abbiamo constatato, grazie alle telefonate ricevute, di essere seguiti da un pubblico più profondamente interessato alle tematiche trattate nel programma.Com’era lecito attendersi, a chiamare erano in larga maggioranza persone con problemi molto gravi, di varia natura: lutti, malattie, disoccupazione, relazioni spezzate, famiglie distrutte, povertà, delusioni religiose ed altro.Di fronte a situazioni così gravi, è difficile trovare le parole giuste, per cui, a volte, mi sono limitato a rispondere semplicemente: “So che le sembrerà assurdo ed incredibile, ma nel massimo rispetto per il suo dolore, la posso assicurare che Dio la ama.” Queste poche e semplici parole hanno inaspettatamente l’effetto di riaccendere la fiamma della speranza.
Quello che ho potuto riscontrare direttamente in questi mesi, è che le persone hanno bisogno di parole buone, parole di speranza e amore, parole che forse consideriamo semplici e scontate ma che possono fare una grande differenza nella vita di chi ne ha così disperatamente bisogno. Fabio”
“Sono un consigliere di “Dritto al cuore “. Per me è stato bello e gratificante poter aiutare gli altri che si trovavano in difficoltà, questa esperienza mi ha riempito il cuore di gioia.Come consigliere, mi sono trovata spesso a parlare ed incoraggiare le persone che chiamavano, a tenere duro e a sperare, ma non nel destino o in qualche evento futuro che avrebbe potuto cambiare la loro vita, ma in qualcosa di soprannaturale: sperare in Gesù l’unico Dio e l’unico salvatore. Dritto al cuore ha fatto tutto questo! Grazie al programma, molte persone hanno conosciuto una realtà diversa, che le ha messe di fronte all’amore di Dio. Molte delle persone che hanno chiamato in questa stagione hanno aperto il loro cuore, facendo domande di ogni genere, mosse dalla disperazione, dalla solitudine o da semplice curiosità. Le loro storie ci parlano di isolamento e paura, situazioni complesse e ingarbugliate, a volte difficili da comprendere; molte delle persone che ci hanno raggiunto parlavano del suicidio come di una soluzione possibile.Le testimonianze raccontate nel programma, però, hanno dato speranza a tutti quelli che non avevano più speranza, incoraggiandoli a lottare, a non arrendersi e a non buttarsi via. Le storie raccontate hanno spinto le persone ad aggrapparsi a Gesù, l’unica soluzione in grado di guarire il loro cuore ferito dalla vita.Voglio ringraziare Dio per l’opportunità che mi ha dato di essere al Suo servizio e racchiudere in un versetto tutto l’operato che abbiamo svolto in questi tre mesi di trasmissione, perché solo il Suo amore può darci la forza di rispondere a quanti gridano: L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità;soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa…L’amore non verrà mai meno. 1Corinzi 13:4 . Antonietta”
“E’ venerdì sera, la settimana lavorativa è finalmente conclusa, dopo un traffico interminabile per tornare a casa e una grande corsa per cercare di terminare tutti i lavori domestici in tempo, la nostra famiglia si prepara a vivere un momento intenso, un appuntamento ogni volta unico: siamo consiglieri di Dritto al Cuore e anche stasera saremo pronti a ricevere le chiamate di quanti telefoneranno durante la trasmissione. Questo venerdì è però un venerdì speciale, è l’ultimo della stagione e inevitabilmente il pensiero va all’esperienza fatta, alle voci ascoltate, alle parole dette, alle emozioni provate. Emozioni sempre diverse e contrastanti, toccare anche se per un breve momento la vita delle persone, colpisce il cuore e l’anima profondamente; non conosciamo il volto della persona che sta dall’altra parte della cornetta, non vediamo i suoi occhi, non cogliamo il movimento delle sue mani, eppure la vicinanza che si crea tra un consigliere e una persona che fino a pochi istanti prima era uno sconosciuto, è impressionate. Dopo un breve attimo di esitazione e imbarazzo, appena il consigliere inizia a fare le prime brevi domande, ecco che avviene il miracolo, la persona dall’altra parte del telefono ha un nome e la sua storia inizierà a sciogliersi, i suoi sentimenti verranno a galla, il suo dolore, la sua disperazione affioreranno e con fiducia si aggrapperanno a quella piccola grande speranza che dolcemente il consigliere saprà offrire. E’ una speranza che ha un nome,Gesù, per molti sconosciuto, per altri conosciuto e dimenticato, per altri toccato e abbandonato, per altri ancora una meta inarrivabile a causa delle scelte della loro vita. Eppure l’unica speranza sia per chi vive nella gioia e sia per chi vive nel pianto e nella solitudine più nera. Ecco che un programma televisivo, una voce di speranza, un barlume di luce, entra nelle case di quanti non hanno più niente e convivono con un’esistenza vuota, persone che non parlano con nessuno da mesi, persone costrette al silenzio perché ricattate, esistenze segnate da abusi e violenze. Le storie delle persone che chiamano diventano per un consigliere, storie uniche, non una tra tante, una voce tra tante, un pianto tra tanti. Ogni storia tocca profondamente il cuore di un consigliere e lascia un segno del suo passaggio. Quante volte ho sentito mio marito rigirarsi nel letto senza riuscire a dormire dopo una serata trascorsa al telefono con molte persone addolorate, una volta gli ho chiesto che cosa avesse e lui semplicemente mi ha risposto “sono in pena per A. e i suoi bambini, chiedo a Dio di proteggerli”. Oppure l’emozione grande di sentire mia sorella esultare dopo aver parlato con una ragazza che alla fine della telefonata aveva pregato insieme a lei e aveva accettato Gesù nel suo cuore come Salvatore. E ancora, ascoltare un amico consigliere invitare una giovane adolescente distrutta dalla vita a venire in chiesa e gioire di poterla accogliere e curare. Quante volte ho visto accendersi un sorriso sul volto di un consigliere nell’ascoltare una persona che chiamava per dirci “semplicemente grazie”, per il bel messaggio, per le parole di speranza, per le testimoniane che toccano il cuore, per il tempo dedicato all’ascolto della loro storia. Certo, un consigliere sa che sfiorerà solo per un attimo la vita di quanti chiamano in redazione, ma ogni consigliere sa che quell’attimo potrebbe cambiare la vita di quanti stanno cercando una mano alla quale aggrapparsi. Come S. che prima di prendere una scatola di barbiturici, ha chiamato il numero verde di dritto al cuore lasciando un messaggio in segreteria e un consigliere sensibile, guidato da Dio, ha capito che c’era qualcosa che non andava ha cercato di ricontattarla e ha chiamato aiuto; anche se a centinaia di chilometri, un consigliere cerca tutti i modi per rispondere alla voce di chi grida. Vite toccate, sfiorate, accarezzate, ma pur sempre raggiunte e forse per molte delle persone che hanno chiamato in questa stagione di Dritto al Cuore, la loro unica possibilità di essere salvate, da se stesse, dalla solitudine, dal silenzio, dall’indifferenza, da una vita senza la conoscenza del nostro Signore Gesù. Ester”
“Sono un consigliere di Dritto al Cuore e ogni volta che concludo una telefonata devo sempre trattenere le lacrime; il telefono continua a squillare e c’è ancora qualcuno con cui parlare, qualcuno che ha bisogno di una parola di incoraggiamento. Ogni telefonata è importante e a ogni persona che ascolto, dedico spazio e accolgo con gioia la storia che mi viene raccontata .Chi chiama non ha bisogno solo di soluzioni pratiche, di frasi dette con sicurezza, chi chiama ha soprattutto bisogno di essere ascoltato. Viviamo in un mondo di persone che urlano, strillano, ma non ascoltano e tante persone hanno una voce troppo debole per riuscire a spiegare il loro dolore.Dritto al cuore ha colpito il cuore di chi guarda, perché non urla, non grida ma racconta storie di persone vere come noi, alle prese con problemi reali e difficili della quotidianità.I modelli che propone di solito la televisione sono modelli inaffidabili lontani dalla realtà, le persone comuni hanno capito che dietro a Dritto al Cuore ci sono storie vere, come le loro, che hanno trovato il modo di vivere una vita dignitosa. Ogni volta che torno a casa, insieme alla mi famiglia ringraziamo Dio di essere parte di questa trasmissione,dell’opportunità che abbiamo di comunicare con gli altri quello che Dio ci ha donato:la felicità della vita quotidiana e la dignità di una vita vera. Spero che i cristiani prendano coscienza del ruolo fondamentale che hanno: aiutare praticamente chi soffre per riuscire a comunicare l’immenso amore che Dio ha per noi. Giosuè”
019 – Costruendo la lealtà
giugno 3, 2009 by Redazione
Filed under Meditazioni
Secondo una ricerca fatta da un portale web su 2.200 impiegati, il 35% di essi pensano di cambiare impiego nel 2009. Questo spaventoso numero riflette la natura incostante del nostro mercato di lavoro. La lealta’ dell’impiegato verso il suo datore di lavoro e viceversa, si é praticamente estinta.
Considerando l’elevato costo che richiede la sostituzione di un dipendente, appare evidente che il mondo corporativo ha la necessita’ di coltivare la lealta’ nei suoi impiegati. Esistono fattori culturali che causano impatto su questo cambiamento inerente alla mobilita’ del mercato di lavoro, uno di questi , probabilmente, e’ la mancanza di comunita’ nella maggior parte delle societa’.
Molti, in questa generazione, vengono da famiglie disfatte. Credo che questo abbia diminuito il compromesso con la famiglia cosi’ come col proprio ambiente di lavoro, fatto che ha causato un certo vuoto. Credo anche che molte persone vivono alla ricerca del sentimento di appartenenza, cioe’ di far parte di qualcosa. Essi desiderano un ambiente di lavoro nel quale possano sentirsi in famiglia e non solamente in un impiego.
Il mondo corporativo, invece, viene dimostrando che valorizza piu’ i risultati che i rapporti. Sono molti, nel mercato di lavoro, che non hanno il desiderio di alimentare rapporti, che potrebbero portare al massimo la produttivita’.
L’insegnamento della Bibbia e’: 1 Timoteo 5:8 “Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed e’ peggiore di un non credente”
Se Dio ti ha destinato come pastore delle persone del tuo ambiente di lavoro, tu devi trattarle come tua “famiglia di professione”. Questo significa, non solamente finanziariamente ma anche emotivamente. Per costruire una comunita’ e’ necessario fermarsi il tempo sufficiente per scoprire le necessita’, le preoccupazioni, le mete e le aspirazioni del tuo “staff.” E’ necessario trovare maniere che rendano l’ambiente di lavoro non solamente produttivo, ma anche divertente.
Se tu saprai costruire questo sentimento di “comunita’” per il quale la nostra societa’ anela, scoprirai che dovrai scegliere fra i migliori impiegati che sono in cerca di un nuovo lavoro.


