021 – Ira

16 giugno 2009 di Redazione  
Categorie: Meditazioni

Risulta evidente che l’ira occupa un significativo posto nella nostra lotta giornaliera.

A volte riusciamo a identificarne la causa: una grave perdita personale, che ha lasciato un sentimento di impotenza e di risentimento; frustrazioni nel campo di lavoro o in casa, o il dolore di essere stati trattati ingiustamente.

La reazione piu’ comune e’ quella di rispondere con ira. A volte pero’, non possiamo identificare una ragione specifica per tale emozione, e ci sentiamo arrabbiati e profondamente agitati.
Viviamo in un’epoca difficile ed incerta. L’economia mondiale e’ imprevedibile. Il terrorismo, espressione di un odio senza precedenti, ha prodotto non soltanto la paura ma anche una intensa ira. Anche i giorni normali di lavoro ci possono portare all’ira, poiche’ abbiamo a che fare con scadenze fatali e cambiamenti eccessivi. In un popolare film, uno dei personaggi gridava: “Sono furioso…. non riesco piu’ a sopportare tutto cio’!” Ti sei gia’ sentito cosi’?
Anche se sentirsi adirati è comprensibile, le parole e le azioni che  scaturiscono possono pregiudicare piu’ dell’evento che ha provocato questa emozione. L’ira puo’ risultare in danni fisici o emotivi di altre persone. L’ira ci puo’ fare agire senza ragione e influenzare la forma con la quale siamo visti dagli altri.

L’ ira genera indifferenza. Tu gia’ ti sei proposto di “vendicarti” di qualcosa che ti abbiano fatto o detto e che ti ha lasciato furioso? La maggior parte di noi ha gia’ agito cosi’ qualche volta. Ma una reazione impulsiva e senza responsabilita’ puo’ fare di una cattiva situazione, una situazione peggiore. “L’uomo saggio teme e si allontana dal male, ma lo stolto si adira ed é presuntuoso” “(Proverbi 14.16).
L’ ira e’ un invito al conflitto. Quando qualcuno irato dimostra i suoi sentimenti, le persone presenti non possono evitare di rispondere in qualche maniera. Mentre alcune riescono a rimanere calme, altre sono incitate a farsi ugualmente prendere dall’ira. “L’uomo iracondo fomenta contese e l’uomo collerico commette molti peccati” (Proverbi 29.22).
L’ ira puo’ essere controllata. Dopo l’eccesso di ira, dopo che il male e’ stato fatto, non e’ difficile udire qualcuno che dice: “Mi dispiace, ma non ho potuto evitare”. La verite’ e’ che avrebbe potuto “evitare”, ma ha scelto di non farlo. Le emozioni, tanto positive quanto negative, possono essere controllate e dimostrate in maniera appropriata. “E’ una gloria per l’uomo stare lontano dalle contese, ma ogni stolto vi si immischia” (Proverbi 20.3) .
L’ ira puo’ essere contagiosa. Se tu hai problemi con l’ira, e vuoi evitare che tale problema si sviluppi, cerca di non passare molto tempo con persone iraconde. L’ira ha una maniera di contagiare altre persone, e’ come una goccia di veleno in un bicchiere d’acqua che contamina l’intero liquido. “Non fare amicizie con l’uomo iracondo e non andare con l’uomo collerico per non imparare le sue vie e procurarti un laccio per la tua anima” (Proverbi 22.24-25) .
L’ ira non e’ una buona qualita’ di carattere. Che cosa vedi in un leader che tu vorresti imitare, qualcuno che e’ controllato dalle emozioni o qualcuno che mantiene le proprie emozioni sotto controllo? L’ira puo’ motivare le persone ad agire nella maniera desiderata, ma a lungo termine crea paura e distrugge la credibilita’. “Chi e’ lento all’ira vale piu’ di un forte guerriero, e chi domina il suo spirito vale piu’ di chi espugna una citta’” (Proverbi 16.32). “Gli schernitori fomentano sedizioni in citta’, ma gli uomini saggi, placano l’ira” (Proverbi 29.8) .


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